MARIA TERESA PACCHIONI
Il vostro bilancio non vi soddisfa?
Imparate a "prevederlo"...
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In quale condizione si trovano le aziende che si rivolgono a voi?
Le aziende si rivolgono a noi spesso quando ci sono già dei problemi di redditività, più raramente quando il risultato aziendale è in calo rispetto ad anni precedenti ed i titolari non sono soddisfatti del ritorno del loro investimento.
Quali tipologie di aziende, secondo la sua esperienza, hanno più necessità di prevedere il proprio bilancio?
Vedere il risultato di bilancio una sola volta all’anno nel mese di marzo dell’anno successivo, può creare dei problemi in aziende che hanno stagionalità molto marcate e propongono diversi servizi per avere continuità lavorativa su dodici mesi, nasce pertanto l’esigenza di anticipare i risultati e rivedere periodicamente le previsioni di ricavi e di costi legate a ciascuna attività.
Ma non ci sono già sul mercato dei software di contabilità?
I programmi di contabilità disponibili sul mercato danno un aiuto in quanto servono a raggruppare le informazioni contabili in modo anche diverso da quello prescritto obbligatoriamente per la presentazione di un bilancio annuale. Questo però non basta, in quanto ogni azienda ha delle specifiche esigenze che nascono non solo dal mix di prodotti e servizi che offre, ma anche da come è organizzata al suo interno, quali sono le persone che ci lavorano, quali sono le loro esperienze e le loro scelte di vita. La nostra società si propone di collaborare con le imprese per personalizzare gli strumenti di controllo che già esistono o che richiedono di essere installati al fine di migliorare i risultati aziendali. Per esempio: se devo fare un preventivo per la partecipazione ad un bando di gara, per fornire un servizio ad un’azienda o ad un privato, occorre che conosca bene il mio costo per ora lavorata, comprensivo di tutti i costi aziendali (irap e irpeg inclusi) ed è bene sapere come si modifica questo costo se il fatturato aumenta o diminuisce. Oppure: se devo accettare un prezzo di mercato, mi devo chiedere a quali condizioni riesco a dare un prodotto e/o un servizio che soddisfa nel tempo i miei clienti.
Come si opera per prevedere un bilancio aziendale?
Per dare una risposta a questa domanda è necessario fare prima di tutto un check-up aziendale che può partire semplicemente dall’analisi di un bilancio di verifica seguito da un colloquio con chi nell’azienda segue l’amministrazione ed i clienti; spesso si tratta di appena due persone o addirittura una che fa da referente per poche altre che vengono poi intervistate brevemente in modo da costruire una previsione o una verifica delle previsioni basata su elementi concreti. Dopo questa prima analisi ci sono elementi sufficienti per costruire una vera e propria previsione economica su base annua che può essere fondata su elementi stabili e ripetibili, ma può anche prevedere attività totalmente nuove, relativamente alla quali non esistono precedenti bilanci o dati consuntivi. Successivamente, in base alle caratteristiche dell’azienda, si decide ogni quanti mesi simulare un bilancio di esercizio completo in modo da poter verificare se si sono realizzate le previsioni e come, con quali differenze e perché, solo in questo modo si possono anticipare le decisioni prima della fine dell’anno o meglio prima di marzo dell’anno dopo perché il bilancio definitivo non è verosimilmente pronto prima di quella data.
A chi serve tutto questo lavoro di ‘previsione’?
A tutte le aziende, con la differenza che le grandi società hanno persone dedicate al loro interno che si occupano solo ed esclusivamente di controllo di gestione mentre le piccole e medie imprese, che non hanno le risorse umane da dedicare a tale attività, spesso lasciano perdere finché il risultato di bilancio diventa in qualche modo non soddisfacente. Questo comportamento rischia di far perdere tempo prezioso necessario per dotare la società di strumenti idonei ad anticipare un mercato in continua evoluzione. Basare il successo di un’azienda sull’intuizione lungimirante del suo presidente o fondatore significa sperare che i suoi successori abbiano altrettante doti naturali mentre in realtà tali comportamenti si possono imparare.
In che modo le piccole-medie imprese si possono rendere conto se vale la pena investire risorse e denaro in questo strumento?
Lo strumento di partenza è sicuramente un check-up, cioè un’analisi dei dati consuntivi integrati da informazioni che solo chi vive l’azienda quotidianamente può fornire. Questo strumento ci consente di individuare le aree di intervento specifiche, di impostare nuove metodologie operative per migliorare quello che c’è già, di capire dove circoscrivere eventuali interventi futuri.
Per ulteriori informazioni sull'argomento inviate una e-mail a t.pacchioni@cetac.it
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