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Miglierina Calabria
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Alla scoperta di Miglierina, piccolo borgo nella collina del comprensorio catanzarese.

Miglierina

Visitare Miglierina, nelle colline catanzaresi, significa rigenerarsi dallo stress di città, sia per la sua natura incontaminata  che per la sua tranquillità. Ma allo stesso tempo trascorrere una giornata a Miglierina assicura un tuffo nella storia, in quelle tradizioni e i sapori che permettono di rivivere i tempi passati.
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Comune in provincia di Catanzaro, 13,90 Kmq di superficie, confina con i territori dei comuni di Amato, Marcellinara, San Pietro Apostolo e Tiriolo.
Situato alla destra del fiume Amato, si trova a 582 metri sul livello del mare ed ha una popolazione di circa 900 abitanti residenti, erosi da migrazioni e da scarse nascite, nel centro storico e nelle case sparse lungo il crinale della collina da dove si possono ammirare scorci panoramici meravigliosi sui due mari: Jonio e Tirreno, in corrispondenza dell'istmo di Marcellinara.

Miglierina: cenni storici
La storia di Miglierina, in mancanza di documenti attendibili, si perde lontana nella leggenda e affonda le sue radici nelle tradizioni.
Probabilmente un primo insediamento agricolo si ebbe nelle campagne a Sud dell'attuale abitato urbano in contrada Cusati ( termine di sicura derivazione greco-bizantina).
Lo stesso nome Mglierina o Migliarina (come riportato dai cinquecenteschi atti notarili) potrebbe aver voluto indicare la contrada Melina dove si trovava una migliore “rina” per costruire le prime forme abitative.
L'etimologia del nome, comunque, potrebbe derivare anche dal latino miliun (pianta di miglio), milia (migliaia), miliarium (pietra miliare) o addirittura dal tema germanico muller (mugnaio) da cui la variante fonetica dialettale Muglierina ancora in uso.
Da testimonianze documentali sicure, risulta che, originariamente, Miglierina fu casale di Tiriolo e come tale ne seguì le vicende feudali passando dal dominio dei De Reggio a quello dei Ruffo, conti di Catanzaro che lo tennero fino al 1464. In epoca aragonese, nel 1481, Galeotto Carafa, duca di Nocera, acquistò dal Regio demanio la baronia di Tiriolo e con essa i diritti di giurisdizione anche su Miglierina. Successivamente, in pieno Viceregno spagnolo, e precisamente nel 1610, la baronia passò al conte Carlo Gigala-Doria.
Durante il periodo francese (1806-1815), in seguito all'emanazione di un consistente numero di leggi e decreti che mutarono l'assetto amministrativo borbonico, Miglierina divenne Comune autonomo (decreto del 4 maggio 1811) e venne inserito nel circondario di Serrastretta. In un secondo tempo fu trasferito nel circondario dì Tiriolo (legge 1° maggio 1816 emanata dai Borbone).
Dei terremoti verificatisi in Calabria, il paese ha riportato danni notevoli soprattutto durante quelli registrati nel 1783 e nel 1905.

Miglierina: Economia

L’economia del piccolo centro del Catanzarese, si basa soprattutto sull’agricoltura con la produzione di cereali legumi, castagne, prodotti ortofrutticoli, vino e olio d'oliva.
Il patrimonio zootecnico è costituito in prevalenza da ovini, caprini e suini.
Per quanto riguarda artigianato è presente in piccole forme per la lavorazione del legno e del ferro, che si lega indissolubilmente alle tradizioni dei suoi maestri artigiani. Inoltre, attualmente sono state riscoperte sul territorio vecchie attività, come quella della lavorazione attraverso i telai, che da hobby, si sta lentamente trasformando in una vera e propria attività. Nel territorio si trova una sorgente d'acqua salino-ferrugginosa fredda.

Miglierina: Cultura

Nell’ambito culturale Miglierina si contraddistingue per la presenza nel suo territorio di Alcuni importanti beni culturali. Nel centro storico si ergono in tutta la loro bellezza le due chiese: la Chiesa di Santa Maria del Principio, e la sua splendida facciata e la chiesa parrocchiale di Santa Lucia, opera entrambe della maestranza, i cosiddetti “Mastri Miglierinesi” .Sempre nel centro storico da evidenziare la presenza di alcuni palazzi storici, fra cui palazzo Barberio e casa Arcuri. Fuori dal contesto abitato, in località situate a valle nelle vicinanze del fiume “Amato” sono presenti resti di antichi mulini, (di cui uno di essi recentemente  restaurato), teso a dimostrare l’antica attività della molitura di grano ed altri prodotti della terra.

Dove mangiare
Vecchio Borgo Pub

Siti utili:
Comune di Miglierina

Festa patronale
Santa Lucia: 13 Dicembre



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